II Domenica dopo Natale.

Il salmo responsoriale che oggi accompagna la prima lettura aiuta a cogliere il clima che la liturgia vorrebbe creare. I cristiani pregano questo
salmo per esprimere gratitudine a Dio per un dono immensamente grande: la Parola di Dio è apparsa visibile in forma umana. Gesù è per
noi il volto di Dio, l’immagine visibile del Dio invisibile.
Il Vangelo (Gv 1, 1-18) riprende l’inizio del Vangelo secondo Giovanni, già proclamato nella Messa di Natale. Esso esprime la sfida della fede: la Parola di Dio che si era fatta udire nella creazione, nella Legge e nella voce dei Profeti,ora si è fatta vedere e toccare con mano nella carne di Gesù. Ma proprio per questo Dio rimane in mezzo a noi sempre esposto al rischio della fede.
La prima lettura (Siracide 24, 1-4 e 12-16) è una pagina profetica, che annuncia il mistero di Gesù, Sapienza di Dio.
Nella seconda lettura (Efesini 1,3-6 e 15-18) l’Apostolo Paolo conclude con l’auspicio: “il Padre della gloria vi dia uno spirito di sapienza… per
una profonda conoscenza di Lui”.



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