XXXIII Domenica del Tempo Ordinario.

“Io ho progetti di pace”.

Siamo giunti alla penultima domenica del Tempo liturgico chiamato Ordinario.
Ad una lettura superficiale sembra che la liturgia focalizzi il nostro sguardo sul genere “catastrofico”, annunciando la fine del mondo e l’approssimarsi del giudizio.
In realtà quando la Parola contempla la fine del tempo, lo fa per spingerci a vivere l’oggi, ad assumerci in prima persona la responsabilità della nostra storia.
La prima lettura ( Malacchia 3,19-20 A) proclama l’avvento del “giorno del Signore” un giorno segnato dalla presenza di Dio, capace di purificare il popolo per renderlo “SUO”.
La seconda lettura (2 Tessalonicesi 3,7-12) educa a vivere l’attesa come operosità responsabile, perché soltanto qui – adesso in questa realtà è possibile incontrare il Signore che viene.
Il Vangelo (Luca 21,5-19) concentra la nostra attenzione sul tempo dell’attesa, il nostro tempo. La comunità del Risorto è chiamata a trasformare l’attesa in annuncio, preparando l’avvento del Regno attraverso una testimonianza coraggiosa.



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